Thought Of The Day: Suspicious

English Version

It’s that time of the week again: my fridge begs for food. Since I live on my own, I haven’t been that passionate about Saturday’s grocery shopping. It needs sound planning and decisions skills – Sunday, fish & chips; Monday, veg; what about Tuesday then? – and definitely a certain strength to carry all the stuff back home (no-car-ownership supporter here). But still. I could stand that annoyance, and even enjoy the whole process at times.

However, this weekly event has turned out to be a real chore since the coronavirus outbreak. As safety comes first, here the handbook:

  1. Wear a compulsory face mask on public transportation;
  2. Maintain a mandatory 1.5m distance when queuing;
  3. Resign yourself to purchase the item if you ever touch it. …What the hell?!

But what makes me truly uncomfortable are those suspicious looks people exchange above masks. Mine too, I mean. What if the guy behind me is infected? Why is this lady so close? Can’t she wait for me to grab my chicken breasts, and then going for hers? And Mr Unknown, do please stop spraying my vegetables with you droplets while arguing on the phone! Not to mention the outraged gaze I personally get when I accidentally hurt someone along the aisle.

Fear about the virus is normal, but when did we become so unforgiving? Where is the early community spirit gone? We were supposed to become better people once the pandemic was over, weren’t we? It doesn’t take much effort to be human, after all. We just need to follow the rules – each of us – and be kind. Your eyes will say so if you smile behind the mask.

Italian Version

Il Pensiero Del Giorno: Diffidenza

Ci risiamo: il mio frigo piange. Da quando vivo da sola, la spesa settimanale ha perso tutto il suo fascino. Voglio dire, è un appuntamento che richiede una forte attitudine organizzativa e decisionale – domenica, pesce; lunedì, vegetariano; martedì allora? – e indubbiamente una certa prestanza fisica per trascinare il bottino fino a casa (niente macchina, il futuro è green, gente). Eppure, sono sempre riuscita a tollerare questa incombenza; alcune volte riuscivo pure a vederla come un diversivo.

Ma le cose sono decisamente peggiorate da quando è scoppiata la pandemia. Dato che la sicurezza viene prima di tutto, ecco a voi il libretto di istruzioni:

  1. Mascherina obbligatoria sui mezzi pubblici;
  2. Distanza di sicurezza di almeno 1.5 metri quando si è in fila;
  3. Se tocchi un articolo, lo devi comprare. …Eh?!

Ma quello rende queste escursioni opprimenti sono gli sguardi pieni di sospetto che le persone si scambiano da sopra le mascherine. Inclusi i miei. E se il ragazzo dietro di me fosse un portatore asintomatico? Ma perché la signora viene così vicina? Non può aspettare che io prenda il mio petto di pollo prima di prendere il suo? E, la prego signor Chiunque-Lei-Sia, la smetta di sputacchiare sulle mie verdure mentre urla al telefono! Per non parlare degli sguardi d’odio che ricevo quando per sbaglio urto qualcuno in una delle corsie.

Avere paura del virus è normale, me quand’è che siamo diventati così inflessibili? Dov’è finito lo spirito di fratellanza dei primi giorni? Dovevamo uscire migliorati da tutto questo, o no? In fondo, non ci vuole poi molto per essere umani. Dobbiamo limitarci a seguire le regole – tutti quanti – ed essere gentili. Ché i tuoi occhi lo dicono se sorridi sotto la mascherina.

Published by Nadia Musumeci

Copywriter. Millennial. Expat. And a lot of questions.

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